BYD: il terzo posto che non ti aspetti

BYD: il terzo posto che non ti aspetti

BYD: il terzo posto che non ti aspetti. Il terzo produttore mondiale di autoveicoli elettrici e ibridi plug-in è la cinese BYD Auto di Xian. Nel corso del 2016 sono state immatricolate circa 1.220.000 automobili elettriche (le cosiddette EV, Electric Vehicle, o PIEV, per Plug-In IV, letteralmente “veicoli elettrici che si attaccano alla spina”). Di fronte agli 88,1 milioni tra auto e veicoli commerciali leggeri immatricolati nel mondo si tratta di una percentuale realmente modesta (l’1,4%) ma le cose cambiano se si guardano i trend di crescita. Vi sono, poi, realtà locali nelle quali la densità di auto elettriche è particolarmente apprezzabile e, per esempio, le immatricolazioni in Norvegia corrispondono a circa il 10% del totale.

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L’ibrida cinese BYD Qin DM, nella penultima edizione; il design è chiaramente ispirato a quello giapponese.

Considerazioni su come e perché della propulsione elettrica ci porterebbero molto lontano ma in quest’occasione vorremmo rilevare che c’è un dato che non ci si aspetterebbe di trovare: il terzo produttore mondiale di EV è la cinese BYD Auto di Xian (o, se vogliamo fare i raffinati, Xi’an) che, secondo differenti criteri di valutazione ed includendo anche veicoli da trasporto pubblico ed ibridi occuperebbe addirittura il secondo posto. La BYD Auto Co. Ltd. è stata costituita nel 2003 a seguito dell’acquisizione nel 2002, da parte del gruppo BYD Company, della Tsinchuan Automobile Company, creando anche una joint venture con il gruppo tedesco Daimler, la Shenzhen BYD Daimler New Technology per la produzione di auto elettriche di gamma alta con il marchio Denza. Nel 2013 la BYD si classificava al primo posto assoluto nella costruzione di auto in Cina, con 506.189 unità.

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La BYD Qin DM II, modificata soprattutto nella componente elettrica.

La Cina è stata sempre accusata di contribuire smodatamente all’inquinamento atmosferico ed alla diffusione dell’anidride carbonica e degli altri gas della combustione ed ora intende rimediare, passando anche per quelli che chiama “veicoli a nuova energia”. Gli ultimi mesi hanno registrato un certo rallentamento generale dell’economia cinese, con conseguenze anche sulla vendita di auto elettriche ed ibride, e così il governo sta pensando a come incentivare la sostituzione di 70.000 taxi con motori ICE (Internal Combustion Engine) con altrettanti ad energia elettrica e batterie ricaricabili.

Può essere interessante vedere quale sia l’offerta BYD in questo campo, consultando il catalogo ufficiale per la Cina del 2017. I modelli certamente si moltiplicherebbero se si esaminassero quelli prodotti dalle filiali all’estero o per mercati specifici ma è più interessante esaminare proprio quanto faccia la casa-madre per il paese più popolato del mondo e quello che ha avuto la crescita più tumultuosa, compiendo negli ultimi 40 anni un progresso che altrove ha richiesto secoli.

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I modelli principali del listino BYD – anche se, come diremo più avanti, ci sono delle incongruenze perché alcuni modelli sono commercializzati ma non vi figurano, forse perché devono essere “scovati” sotto definizioni differenti – che ci interessano sono essenzialmente cinque: due auto ibride plug-in, due elettriche ed un autobus, anch’esso elettrico.

Nel campo delle ibride troviamo la Qin DM II (DM sta per Dual Mode) che è una berlina… iperclassica, con reminiscenze delle berline medie Toyota della famiglia Carina/Corona/Avensis e molti aspetti che richiamano le Honda Accord. Deriva dalla F3DM presentata alla fine del 2008 e definita come la prima auto ibrida prodotta in serie nel mondo; nel corso del 2013, appunto, la F3DM è stata affiancata dalla più moderna e raffinata Qin (a sua volta versione ibrida della Su Rui, a propulsione convenzionale, per il mercato cinese). La Qin DM II ha un motore a benzina BYD 476ZQA a quattro cilindri in linea, 16 valvole, di 1.497 cm3, raffreddato ad acqua, che fornisce 152 HP a 5.200 giri/min con una coppia di 240 Nm. Quest’unità, che è turbocompressa, è abbinata ad un motore elettrico TYC110A da 110 kW (147,5 HP) a 500 volt con 250 Nm di coppia. Il tutto è associato ad una doppia frizione e ad un cambio a sei marce. L’auto ha prestazioni di tutto rispetto, con accelerazione da 0 a 100 km/h in 5.9 sec ed autonomia di 719 km o 70 km con la sola alimentazione elettrica. Le batterie sono del tipo a ioni di litio con fosfato di ferro da 13 kW/h, con una vita di almeno 4.000 ricariche (mantenendo l’80% della capacità). Dal punto di vista di dimensioni e pesi la Qin è lunga 4,74 m, larga 1,77 m, alta 1,48 m, ha un passo di 2,67 m e pesa su strada 1.720 kg.

Della Quin è stata presentata anche una versione solo elettrica, la Qin EV300, in distribuzione in Cina dal marzo 2016; tuttavia, questo modello non figura nel catalogo 2017 internazionale benché sia presente nella sua versione cinese.

In fatto di ibride figura ancora in catalogo la F3DM, della quale si è già detto: anche in questo caso, poiché era stato comunicato che la produzione sarebbe cessata, non è possibile dire se vi sia stato un ripensamento, si tratti di vendite ad esaurimento o la macchina sia tornata a essere prodotta e disponibile.

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La BYD e6, modello “electric only” ai primi posti nelle vendite a livello mondiale.

Sul catalogo cinese si trova anche il SUV Tang, descritto come il best-seller della categoria nel suo paese d’origine. Ispirato alla produzione Lexus, ha un motore ICE di 2 litri turbocompresso a quattro cilindri da 202 HP (320 Nm di coppia) e due motori elettrici da 110 kW (200 Nm) che consentono la trazione 4×4, alimentati da un battery pack da 18,4 kW/h. A questo poderoso mezzo si attribuisce un’accelerazione 0-100 in 4.5 sec e un’autonomia “all electric” di 80 km, mentre con la propulsione integrata il consumo è dichiarato in 50 km/litro. Per avere ulteriori dati ufficiali bisognerebbe districarsi tra le varie pagine web cinesi, il che non è sempre facile.

Passando alle elettriche “pure”, oltre la già citata Qin EV300, il modello di punta del marchio BYD (che, per inciso, è spiegato come Build Your Dreams!, costruisci i tuoi sogni) è la e6, una crossover compatta a cinque porte. L’e6 è stata presentata con differenti motorizzazione ma attualmente sul listino “principale” la troviamo con un motore elettrico sincrono a magnete permanente da 90 kW (121 HP), con 450 Nm di coppia, alimentato da una batteria a ioni di litiio-fosfato di ferro (come tutti i modelli BYD) da 61,4 kW/h, con tempi di carica compresi tra 2 e 9 ore, secondo i parametri. Il costruttore indica un consumo di 5 km per kW/h ed un’autonomia dell’ordine dei 300 km, precisando che questo valore è influenzato da stile di guida, condizioni meteorologiche, stato della batteria e molto altro ancora e, nelle condizioni normali d’uso, la percorrenza massima varia tra 230 e 240 km.

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Ancora il crossover e6.

Di questa crossover si può dire ancora che è lunga 4,55 m, larga 1,82 m ed alta 1,63 m mentre il peso totale, dell’ordine delle 2 tonnellate, può presentare delle differenze secondo le versioni. L’accelerazione non è fulminea e va da 0 a 100 in 14 secondi, mentre la velocità massima è di 140 km/h.

Si può ancora fare un accenno, visto che anche la Regione Piemonte nel dicembre 2016 ne ha acquistato 16 esemplari (con opzione per ulteriori tre), al fatto che BYD produce l’autobus urbano ebus 12 m. Si tratta di un veicolo con lunghezza di 12,00 m e passo di 5,95 m in grado di accogliere il conducente, 25 passeggeri più uno su sedia a rotelle. Quest’autobus ha due motori elettrici sincroni senza spazzole TYC90A, a corrente alternata, da 90 kW nominali e 75 effettivi (150 kW complessivi), con tre batterie da 200 Ah dal tempo di ricarica di 5 ore, velocità massima di 70 km/h ed autonomia di oltre 250 km.

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