Eni i-Sint 0W-20: fluidità prima di tutto

Eni i-Sint 0W-20: fluidità prima di tutto

Eni i-Sint 0W-20: fluidità prima di tutto – Le stringenti politiche di fuel economy stanno spingendo verso l’adozione di oli lubrificanti a viscosità sempre più bassa.

E’ ormai ben noto ai più, come le attuali politiche di energy saving e di fuel economy stiano pian piano allargando sempre più il loro raggio d’azione. In ambito automotive infatti, se in prima battuta si erano concentrate principalmente sul miglioramento dell’efficienza dei propulsori già esistenti o sullo sviluppo di nuove motorizzazioni in linea con la filosofia del downsizing prima e del rightsizing dopo, ora queste stesse politiche “green” hanno spostato la loro attenzione anche sui combustibili e sui lubrificanti in quanto anch’essi, sono importanti pedine sullo scacchiere per la riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti.

Una scelta quanto mai obbligata dalle sempre più severe normative antinquinamento con le quali le Case costruttrici si devono confrontare e si dovranno misurare nei prossimi anni. Se, infatti, nel 2015 l’Unione Europea aveva fissato il limite della CO2 a 130 g/km, entro il 2020 tale limite verrà ridotto fino a 95 g/km, aggravato oltretutto dall’introduzione del nuovo ciclo di omologazione World Wide Testing Cycle (WWTC), con severe multe per le Case automobilistiche che non saranno in grado di rispettarlo. Per rispondere a uno scenario così complesso, orientato sempre di più verso lubrificanti che assicurano una maggiore compatibilità e protezione dei sistemi di post trattamento e un’elevata fuel-economy, l’Eni commercializza attualmente lubrificanti con gradazione SAE 0W-20, 0W-30 e 5W-30.

Eni i-Sint 0W-20

Eni i-Sint 0W-20

Nello specifico, l’Eni i-Sint 0W-20 è un lubrificante con formula synthetic technology, studiato e sviluppato dalla ricerca ENI per rispondere alle esigenze di lubrificazione delle più recenti motorizzazioni dotate anche di sistemi Start & Stop e di quelle ibride. L’Eni i-Sint 0W-20 assicura, grazie alla sua estrema fluidità, eccellenti partenze a freddo garantendo la migliore lubrificazione anche a temperature molto basse e contemporaneamente mantiene un’elevata protezione dall’usura, anche ad alte temperature di esercizio.

La sua particolare formulazione permette infatti la massima protezione del motore riducendo la formazione di depositi ed i fenomeni d’usura, anche nelle condizioni di guida più estreme, in modo da garantire al motore il mantenimento delle prestazioni originali. Le proprietà di alta fluidità offrono una migliore lubrificazione di tutti gli organi meccanici riducendo efficacemente gli attriti e contribuendo in modo significativo al risparmio carburante con conseguente riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) allo scarico.

La presenza in formulazione di componenti a bassa volatilità e contemporaneamente alta stabilità termica riduce in modo significativo il consumo olio. Eni i-Sint 0W-20 ha inoltre un’elevata resistenza al deterioramento, specialmente quello derivante dall’ossidazione conseguente alla lunga esposizione alle alte temperature, consentendo il raggiungimento degli intervalli di sostituzione previsti dalle Case costruttrici con ampio margine qualitativo.

Gli attriti sono il problema

Eni i-Sint 0W-20

Come può però un olio motore influenzare positivamente o negativamente i consumi e le emissioni di un motore endotermico? Forse non tutti sono a conoscenza che della totalità dell’energia (carburante) introdotta all’interno del motore solo il 15% viene effettivamente utilizzata per generare movimento mentre purtroppo il restante 85% viene dissipato in attriti interni, in perdite per pompaggio, e per asportazione del calore da parte del liquido refrigerante.

Ecco perché l’olio motore è da sempre ritenuto molto importante non solo per la riduzione delle usure e per la pulizia del motore, impedendo la formazione di depositi, ma soprattutto per la riduzione degli attriti interni e lo smaltimento del calore. Basandosi proprio su questo ragionamento i maggiori produttori di lubrificanti stanno sempre più spostando la loro attenzione verso prodotti a bassa viscosità e a elevata fuel economy, rispettosi di numerose specifiche sia prestazionali che legate alle loro caratteristiche chimico-fisiche e composizionali.

Lubrificanti di nuova generazione che, caratterizzati da miscele più fluide ovvero meno viscose e formulati con materie prime capaci di migliorarne le caratteristiche di attrito ed usura, sono in grado di partecipare attivamente al contenimento dei consumi e delle emissioni inquinanti dimostrandosi oltremodo adatti all’utilizzo sulle moderne motorizzazioni ibride e micro ibride, motorizzazioni sollecitate da frequenti stop and start che richiedono un olio pronto a entrare velocemente in circolo.

La bassa viscosità è la soluzione

Eni i-Sint 0W-20

Ma quali caratteristiche devono avere questi oli per essere definiti lubrificanti a bassa viscosità e ad alta fuel economy? Sono lubrificanti nei quali sono state ottimizzate alcune caratteristiche fisiche, andando a ridurre la viscosità HTHS, e composizionali, introducendo alcuni additivi Friction Modifier. Vediamo meglio di cosa si tratta. La viscosità HTHS (High Temperature, High Shear) rappresenta la viscosità dinamica ad alta temperatura, elevata rotazione e alti sforzi di taglio. E’ una proprietà dell’olio lubrificante rappresentativa di ciò che avviene nei cuscinetti radenti a regime. Con una elevata viscosità HTHS si ha un elevato spessore del film protettivo, e quindi una buona protezione delle parti in movimento, ma anche una consistente perdita energetica per attriti interni. Con una bassa viscosità HTHS, invece, si ha un sottile spessore del film protettivo e quindi una ridottissima perdita energetica per attriti interni, ma aumenta il rischio di usura delle superfici.

Gli additivi Friction Modifier sono invece dei particolari additivi presenti in formulazione che, interagendo con le superfici metalliche contribuiscono efficacemente alla riduzione dell’attrito e al risparmio di carburante. In definitiva i lubrificanti ad alta fuel economy presentano ottima fluidità sia a freddo, facilitando l’avviamento dei motori nei mesi invernali, sia a caldo, grazie alla loro additivazione a basso attrito. Essi inoltre assicurano contenuti consumi di olio per effetto della loro bassa volatilità.

Nel futuro

Eni i-Sint 0W-20

In un contesto così dinamico la ricerca è sollecitata a trovare soluzioni innovative, ecco perché Eni R&D è impegnata nello sviluppo di nuovi lubrificanti ad altissima fuel economy, rispondenti alla nuova specifica dell’associazione dei costruttori di autoveicoli europei ACEA C5 e alla futura specifica riconosciuta a livello mondiale, ILSAC GF-6. Per raggiungere questo traguardo l’attenzione è stata rivolta verso l’adozione di nuovi additivi anti-friction e verso l’impiego di basi lubrificanti sintetiche di tipo estereo provenienti da fonti bio, caratterizzate da bassa viscosità e volatilità, da impiegare nello sviluppo dei futuri oli a bassissima viscosità.

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