Nuova Škoda Octavia Wagon: valore aggiunto

Nuova Škoda Octavia Wagon: valore aggiunto

Una tipica vettura da flotta. Questa una delle definizioni di Škoda Octavia, rinnovata e proposta oggi in più versioni, sia berlina che Wagon, che ne allargano ulteriormente lo spettro d’impiego. L’utilizzo nelle flotte aziendali è sinonimo di vettura intelligente: in fondo un parco macchine per essere gestibile con profitto deve avere costi d’acquisto, manutenzione ed esercizio contenuti, parametri che ribaltati sull’utilizzatore privato sono sinonimo di scelta fatta con la testa. Se poi gli allestimenti e le motorizzazioni sono all’altezza della concorrenza più qualificata il gioco dovrebbe essere fatto. Il condizionale per ora è d’obbligo, anche se i numeri delle vendite (+20% di immatricolato negli ultimi 3 anni e 24.000 unità in previsione 2017) sono già piuttosto confortanti: “Dobbiamo superare la cosiddetta massa critica”, ha detto Francesco Cimmino, Direttore di Škoda Italia, “ovvero puntare a immatricolare 40-50.000 auto l’anno. Solo in questo modo il brand Škoda avrà una visibilità tale da innescare un processo di crescita ancora più marcato”. In effetti la gamma, che ricordiamo ha nella Fabia il modello più venduto col 30% del totale, è piuttosto completa e ha senza dubbio delle potenzialità inesplorate: “Abbiamo analizzato la nostra clientela e sappiamo che è ad alta fidelizzazione. Pare incredibile, ma purtroppo ancora pochi sanno che Skoda è parte del Gruppo VW e questo ci penalizza nel primo approccio. Ma chi arriva a Skoda e ne scopre le doti poi non la lascia più…”. Non mancano certo di ambizione, alla Škoda Italia. Gli obiettivi di vendita prevedono di raggiungere il 2% del mercato nel 2020 con volumi conseguenti, grazie anche all’annunciato rafforzamento della presenza nel settore SUV e al forte rinnovamento della gamma.

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Spazio e sostanza
Nella sua ultima versione, Octavia si presenta con un frontale rivisto nella disposizione dei gruppi ottici, ora suddivisi in due coppie di elementi e disponibili, a partire dall’allestimento Ambition, con tecnologia full LED. SkodaLa forma di quelli interni, che contengono le luci abbaglianti, prosegue quella della calandra, rendendola ancora più imponente, gli anabbaglianti esterni hanno invece una forma che si scosta dagli abituali ‘occhi’ per una geometria più squadrata e originale. Tutti hanno una fila di luci diurne che esalta il loro profilo inferiore. SkodaRitocchi anche ai paraurti ma estetica che sostanzialmente ripete quella collaudata ed elegante, senza tocchi formali troppo ambiziosi, che trasmette in primis funzionalità e solidità. Più caratterizzate le versioni RS (quelle con più CV) e soprattutto Scout (disponibile solo in versione Wagon), che col 4×4, un assetto leggermente rialzato e i passaruota bordati in plastica scura scopre ambizioni off-road (con moderazione, però) e strizza l’occhio ai crossover (con maggiore spazio interno, però). Anche Octavia non sfugge alla regola che a ogni restyling corrisponda una seppur minima variazione dimensionale: 8mm in più di lunghezza per la Wagon (11 per la berlina) e da 20 a 30mm in più di carreggiata (a seconda della motorizzazione). Il passo resta invece a 2.686mm, tra i più lunghi per una compatta di segmento C che ricordiamo nella versione Wagon è al secondo posto nelle vendite in Italia.

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All’interno lo spazio disponibile resta un riferimento nel segmento, mentre, considerata la collocazione di prezzo della vettura, i materiali e le finiture sono elevate e tradiscono l’appartenenza al Gruppo VW, con una buona base che si arricchisce di dotazioni salendo nella gamma. Ottima l’ergonomia dei sedili e buona l’impugnatura del volante: regolata la seduta e la posizione del piantone si ha una notevole sensazione di padronanza, che piacerà a chi percepisce maggior sicurezza da una posizione elevata, con gli strumenti principali ben leggibili e i comandi raggiungibili con facilità. Ottima l’insonorizzazione, anch’essa sinonimo, almeno in prima analisi, di solidità. Nella parte centrale della plancia spicca il display 8” (6,5” per le versioni di ingresso Active e Ambition) mentre ovunque ci sono dettagli che aiutano nello sfruttamento degli spazi in modo intelligente. Piccole cose che però indicano una certa cura progettuale. Giudizio positivo, dunque.

Motori e trasmissioni: a voi la scelta
Iniziamo con le proposte a benzina, in crescita di consenso, che includono anche la variante G-TEC (benzina/metano) che, e questo è un dato significativo, ha costituito quasi il 29% del venduto di Octavia nei primi sei mesi del 2017. Motore di accesso l’1.0 TSI da 115 CV (85 kW), disponibile con cambio manuale a 6 rapporti oppure, ed è una novità, il DSG a sette marce. Il tre cilindri turbo a iniezione diretta eroga 200 Nm di coppia e non è dunque in soggezione di fronte alla massa della vettura. Il motore in versione bi-combustibile è l’1.4 G-TEC da 110 CV (81 kW) che esprime la stessa coppia del tre cilindri e che col cambio DSG scende sotto la soglia dei 100 gCO2/km. Una scelta, questa, da valutare con attenzione. In Italia arriva anche il top tra i motori a benzina, ovvero il 2.0 TSI col cambio DGS a sette rapporti che esprime la bellezza di 245 CV (180 kW) ed è riservato alla più costosa tra le RS a due ruote motrici.

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Un’occhiata sotto il cofano l’abbiamo data e abbiamo ovviamente scoperto la stessa cura nei dettagli già apprezzata in generale sulle vetture del Gruppo VW. Pochi oggi alzano il cofano prima di acquistare la macchina: una volta lo si faceva quasi prima di entrarci, ma allora come oggi analizzare le parti nascoste alla vista consente di imparare parecchio sul come è fatta un’automobile. SkodaUn cenno alla trazione integrale 4×4 che ripartisce sull’asse posteriore una parte della coppia motrice (la priorità è sempre sull’anteriore e la ripartizione arriva al massimo al 50%) in funzione delle condizioni di aderenza. Le vetture con trazione integrale, le G-TEC e le TSI più potenti hanno la sospensione posteriore multilink (le altre hanno quello cosiddetto a ruote interconnesse) e presentano una carreggiata di 30mm superiore rispetto ai modelli precedenti.

Dotazione e prezzi
Tra i vari allestimenti, segnaliamo l’Executive, pensata da Škoda per chi utilizza l’auto per lavoro. C’è il navigatore Amundsen sul display da 8” touch, prese USB e connettività Apple e un anno di servizi Infotainment onLine, che consente l’accesso a informazioni utili a chi viaggia attraverso il proprio smartphone. Il servizio opzionale Care Connect completa poi la connettività offrendo, tra le altre cose, la possibilità di lanciare in manuale o in automatico una chiamata d’emergenza al call-center Skoda. La versione Style, anch’essa nuova, è definibile full optional, con pure i gruppi ottici anteriori LED e i sensori di parcheggio anteriori e posteriori. Non entriamo troppo nelle dotazioni poiché al di là degli allestimenti standard la scelta di accessori è larghissima e in grado di personalizzare profondamente la vettura, salendo anche in modo sostanziale di prezzo. Segnaliamo che al pari delle altre vetture del Gruppo, la sicurezza attiva garantita dalle assistenze alla guida è completa e pari alla migliore concorrenza, così come la sicurezza passiva.

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I prezzi partono dai 20.100 € per la Škoda Octavia 1.0 TSI 115 CV Active (21.150 € per la Wagon) e arrivano a 25.570 € per la 2.0 TDI 150 CV Ambition (26.620 € per la Wagon. Le versioni RS e Scout partono da 30.400 € per la RS 2.0 TDI 184 CV (31.450 € la Wagon)  e salgono fino a 35.000 € per la RS Wagon  DSG 4×4. La Octavia Wagon Scout 2.0 TDI 150 CV DSG parte da 32.540 € che salgono a 33.630 € se si sceglie il motore 2.0 TDI da 184 CV.

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