STINGER, un sogno diventato realtà

STINGER, un sogno diventato realtà

Nata sulla base del prototipo GT Concept, che raccolse l’apprezzamento di pubblico e critica al Salone di Francoforte del 2011, la nuova Stinger rappresenta un’evasione per un marchio generalista come KIA, abituata a produrre automobili razionali.

Consapevole dell’elevata qualità del proprio processo produttivo, che le consente di regalare ai propri clienti ben sette anni di garanzia, la casa coreana lancia una provocazione alle super tecnologiche granturismo che si collocano sulla stessa fascia, come Giulia, A5 Sportback e Serie 4 Gran Coupé, con un prezzo decisamente più basso a parità di motorizzazione e allestimento.


IL DESIGN E GLI INTERNI

Interni votati al lusso e sedili in pelle di serie.

Esteriormente è piacevole e ha molta personalità, grazie a un mix tra linee filanti dal gusto europeo e particolari tipici di una muscle car americana, come le prese d’aria sul cofano (anche se non funzionali) e le fiancate possenti. La mascherina anteriore “tiger nose” si colloca bene tra i proiettori a goccia, mentre il posteriore è snello e i quattro scarichi della versione ‘GT’ esprimono la giusta aggressività. Gli interni sono piuttosto lussuosi e colmi di pulsanti, con alcuni richiami a Mercedes nella console centrale, come i tre bocchettoni circolari e lo schermo per l’infotainment installato a sbalzo. Sono di serie i sedili in pelle, riscaldati e ventilati, con ben 10 regolazioni elettriche per il guidatore, mentre risultano un po’ cheap le plastiche che ricoprono il mozzo del volante e quelle collocate nella parte bassa dei pannelli portiera.


COMPORTAMENTO SU STRADA

I quattro scarichi gemellati sono il segno distintivo della “GT” a benzina.

E’ un auto progettata partendo da un foglio bianco e sviluppata sul tracciato dell’anello Nord del Nurburgring sotto la guida di Albert Biermann, che fino al 2015 era responsabile dello sviluppo dei veicoli ad alte prestazioni presso la divisione BMW M.

Noi l’abbiamo provata sulle strade tortuose che da Cannes portano a Cabris, un misto stretto che mette a dura prova il telaio e le sospensioni, la cui geometria non presenta novità di rilievo: schema Mac Pherson all’anteriore e cinque bracci multilink al posteriore con barra anti-rollio.

Il passo lungo di 2905 mm, mediamente 10 cm in più delle concorrenti, regala un’enorme stabilità all’auto, specie sullo sconnesso, a discapito però dell’agilità.

Debutta il nuovo cambio a 8 rapporti con paddles al volante, presente in entrambe le versioni, che si comporta molto bene, sia nella guida rilassata che in quella più sportiva. Sono cinque le modalità di guida che variano la logica di risposta dell’acceleratore, del cambio e delle sospensioni elettroniche (solo sulla ‘GT’), selezionabili tramite una rotella posta sul tunnel centrale: Smart, che si adatta in base allo stile del guidatore, Eco, Comfort, Sport e Sport +, quest’ultima rende alta la soglia di intervento dei controlli di stabilità.

 

Vano motore della 3.3 T-GDI da 370 CV. Particolare l’applicazione delle due barre di rinforzo che collegano i duomi alla parte anteriore del telaio, per conferire maggiore rigidità torsionale.

Alla guida del diesel common rail 2.2 CRDi da 200 cv a trazione posteriore, apprezziamo la guida confortevole e ovattata, con uno sterzo che non affatica, perfetto per lunghi viaggi. Nonostante i 440 Nm di coppia, è un po’ pigro in accelerazione, complice la massa dell’auto in ordine di marcia di 1802 kg, mentre si avverte un po’ di rumorosità specialmente in ripresa, quando si è nelle modalità Sport e Sport+;

Di altro pianeta invece la versione ‘GT’ a benzina, con trazione integrale di tipo torque on demand e un motore 3,3 biturbo 6 cilindri a V da 370 cv e 510 Nm (disponibili già a 1300 giri). Ad ogni affondo i quattro scarichi ci regalano un piacevole sound (anche se non estremo), mentre la spinta mozzafiato, che ben si sposa con il carattere ribelle che la Stinger vuole sfoggiare, ci permette di accelerare in soli 4,9 secondi da 0 a 100, nonostante in questa versione il peso salga a 1909 kg. Inoltre, la presenza delle sospensioni a controllo elettronico dello smorzamento (per la prima volta su una KIA e disponibili solo sulla ‘GT’) migliorano di molto la precisione di inserimento in curva, rendendo molto efficace l’asse anteriore in percorrenza di curva. Ottimi anche i freni Brembo, molto potenti e modulabili, che si palesano con le appariscenti pinze rosse all’interno dei cerchi da 19”.

La potenza, il sound, la frenata e la bontà delle sospensioni della ‘GT’, sono gli elementi chiave che surclassano tutto il resto, mettendo al centro dell’attenzione gli aspetti emozionali di questa versione, definibile una vera granturismo.


ALLESTIMENTI E PREZZI

Le pinze rosse Brembo sono ben in vista nella versione GT, che monta cerchi da 19″ con pneumatici 225/40 R19.

Sono solo due le scelte: la diesel ‘GT Line’ o la benzina ‘GT’, la cui dotazione prevede in aggiunta i cerchi da 19”, le sospensioni elettroniche, il doppio scarico gemellato e il sistema frenante Brembo. Gli optional sono pochi (la trazione integrale sulla ‘GT Line’, il tetto apribile e la vernice metallizzata), perché tutto è già incluso, compresi i dispositivi elettronici allo stato dell’arte della tecnologia, come la telecamera a 360°, l’head-up display, il sistema audio Harman Kardon a 13 altoparlanti o la frenata di emergenza con rilevamento pedoni.

La ‘GT Line’ costa 47500 euro, mentre per la ‘GT’ ne occorrono 55000, ma la differenza tra le due è sostanziale e siamo convinti che la seconda sia la vera Stinger, veloce e con carattere, interpretando al meglio quel sogno di evasione maturato oltre 6 anni fa dai vertici di KIA.

  

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