Perché le nostre automobili si chiamano così?

Perché le nostre automobili si chiamano così?

Perché le nostre automobili si chiamano così? Quante volte vi sarà capitato di chiedervi perché quel veicolo si chiama in una certa maniera o cosa significa il nome della vostra automobile. Ebbene non c’è una regola fissa, ma i nomi delle auto hanno avuto origine nelle maniere più disparate.

Nella maggior parte dei casi si deve il nome o sarebbe meglio dire, in questo caso, il cognome al proprietario dell’azienda che le produce. In tal caso sono celebri gli esempi Made in Italy di Ferrari, Lamborghini e Pininfarina o in Germania della Porsche.
Alcune marche seguono modelli tradizionali, che rappresentano il marchio della tradizione: molti dei veicoli commerciali Fiat ad esempio prendono il nome da storiche valute (Scudo, Ducato, Fiorino), in Maserati hanno puntato sui venti (Bora e Mistral), mentre in casa Lamborghini sono rimasti fedeli ai nomi ed alle razze dei tori, invece il nome David Brown – imprenditore che rilevò il marchio nel 1947 – è comune a quasi tutte le Aston Martin. Tanti poi i casi in cui la musa ispiratrice è stata la cilindrata, il numero di cavalli o degli sportelli come nel caso della celebre Maserati Quattroporte.
Giulietta, invece, è uno dei primi nomi di donna abbinato a un’auto di serie con un retroscena famoso legato alla sua primogenitura. Durante una cena tra dirigenti dell’Alfa Romeo, unica donna la signora De Cousandier moglie del poeta ingegnere Leonardo Sinisgalli, allora consulente per la pubblicità di Finmeccanica, il gruppo fu avvicinato da un principe russo, un esule che per guadagnarsi la giornata intratteneva i clienti improvvisando poesie e battute, che a quel tavolo pronunciò la frase: “Siete sette romei e ora avete anche una giulietta…”.

L’ispirazione sarebbe venuta immediatamente ai commensali, associando il concetto di ‘fidanzata’ come avrebbe voluto essere la nuova vettura, e la lettura in chiave shakespeariana della seconda parte del marchio Alfa Romeo. Anche nel caso di un’altra auto che ha fatto epoca come la Golf non mancano gli aneddoti. Fu il progettista Giorgetto Giugiaro a suggerirne il nome, influenzato da una delle manopole disegnate per la leva del cambio, la cui forma ricordava appunto una pallina da golf. Un nome che ha resistito per sei generazioni.
Infine le case orientali adottano spesso termini mutuati dalla lingua italiana, come per esempio la Nissan Serena, la Suzuki Cappuccino e la Hyundai Lavita, alter ego della nostra Matrix. Insomma, sia a livello di design sia di nome ce n’è di tutti i tipi…

di Giulia Stronati

 

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