Volkswagen Passat, 35 anni di trazione integrale

Volkswagen Passat, 35 anni di trazione integrale

Trentacinque anni fa, Volkswagen presentò la prima Passat dotata di trazione integrale. Da allora, le versioni a quattro ruote motrici sono state tra i capisaldi del successo di questo modello. Nel frattempo, la Casa di Wolfsburg ha rivoluzionato la tecnologia della trazione integrale: syncro è diventata 4MOTION. Oggi, il sistema a quattro ruote motrici della Passat è connesso a innovativi sistemi di assistenza alla guida e garantisce più sicurezza e prestazioni che mai. La versatile Alltrack1 è la versione al vertice della gamma Passat.

1983 – Tutto inizia con la concept car Passat Variant Tetra
Già nel 1983, la concept car Passat Variant Tetra fece scalpore e un anno dopo venne lanciata in serie come Passat Variant syncro. La seconda generazione della Passat (B2) fu la prima auto nella gamma Volkswagen ad avere la trazione integrale. Già il primo modello aveva un carattere deciso. Sfoggiava l’allestimento sportivo GT, un prestante motore 2 litri a cinque cilindri e una tecnologia avanzata che garantiva trazione e sicurezza. Il motore, montato in posizione longitudinale, trasmetteva i suoi 115 CV di potenza alle quattro ruote attraverso un sistema di trazione integrale permanente con differenziale centrale con ripartizione della coppia 50:50. I differenziali centrale e posteriore potevano essere bloccati manualmente per migliorare la trazione in condizioni particolarmente difficili. Il nuovo modello 4×4 fu molto popolare sin dall’inizio, in particolare tra coloro che volevano una guida sicura in condizioni invernali o tra chi aveva bisogno di un pratico veicolo da traino. Altre versioni con motori da 90 e 120 CV vennero presto aggiunte alla gamma.

1988 – Il giunto viscoso sostituisce il collegamento rigido
Con il debutto della terza generazione della Passat (B3), nel 1988 anche il sistema syncro fece un passo avanti: il passaggio a motori trasversali permise l’uso di un giunto viscoso, come già fatto nella Golf II. In questo caso, il differenziale centrale fu sostituito da un cilindro riempito di olio di silicone. Controllava la trasmissione della potenza alle ruote posteriori senza bisogno di una connessione rigida tra albero di trasmissione e cambio; in caso di differenze di velocità tra gli assi, il fluido ad alta viscosità trasmetteva la potenza. Questa configurazione aveva il vantaggio di essere compatibile con l’ABS e offriva una maggiore efficienza, giacché l’asse posteriore veniva azionato solo se necessario. Il moderno sistema 4×4 era optional sulla Passat da 115 CV, mentre era una dotazione standard per la sportiva Passat GT G60 da 160 CV, che era equipaggiata con un compressore volumetrico G-Lader.

1996 – Arriva la 4MOTION con differenziale Torsen
Sin dall’introduzione della Passat di quinta generazione (B5) nel 1996, le versioni a trazione integrale sono state contraddistinte dalla dicitura 4MOTION. Il motore era di nuovo installato longitudinalmente ma ora, a distribuire la potenza tra asse anteriore e posteriore, c’era un differenziale centrale Torsen. In condizioni normali, il rapporto era 50:50 ma si poteva arrivare a 75:25 a favore dell’asse che ruotava più lentamente. Il blocco del differenziale posteriore serviva a migliorare la trazione: poteva essere attivato manualmente tramite un interruttore e si disinseriva automaticamente a velocità superiori a 25 km/h. Il sistema 4MOTION era di serie sulla Passat 2.8 V6 da 193 CV e sulla Passat W8 da 275 CV. Quest’ultima, equipaggiata con un motore a otto cilindri, è già un modello da collezione. Inoltre, la trazione integrale 4MOTION era disponibile in opzione su alcune varianti Diesel.

2005 – La frizione multidisco sostituisce il Torsen
La trazione 4MOTION si è ulteriormente evoluta con la Passat B6: da allora è stata caratterizzata da motori trasversali e da una frizione multidisco a bagno d’olio. Funziona in maniera simile al giunto viscoso ma grazie al controllo elettronico ha una risposta estremamente rapida ed è anche in grado di trasmettere valori di coppia maggiori. In condizioni normali, il 100% della potenza è trasmesso alle ruote anteriori. Se necessario, però, fino al 100% della spinta può essere inviato al posteriore in una frazione di secondo. L’obiettivo è la massima sicurezza di guida unita a consumi minimi.

2018 – Sistema 4MOTION a controllo elettronico, lo stato dell’arte
La Passat attuale è dotata della trazione integrale permanente 4MOTION con frizione multidisco a controllo elettronico di quinta generazione. La particolarità di questo sistema è che la distribuzione della trazione alle quattro ruote è attiva già prima che si verifichi uno slittamento, minimizzando così la possibilità di perdite di aderenza. In condizioni normali, il sistema di trazione integrale invia la coppia all’asse anteriore. Se necessario, le ruote posteriori vengono attivate in una frazione di secondo. Mentre la frizione multidisco funge da differenziale longitudinale, il sistema elettronico EDS opera come differenziale trasversale su tutte e quattro le ruote. Se una ruota comincia a slittare, l’EDS assicura in una frazione di secondo che la spinta sia inviata alla ruota sul lato opposto. La grintosa Passat Alltrack ha un sistema 4MOTION che offre prestazioni ancora superiori grazie alla funzione aggiuntiva XDS+ per entrambi gli assi. In percorrenza di curva veloce, frena le ruote interne e ottimizza il comportamento dello sterzo, migliora ulteriormente la trazione, aumenta l’agilità e permette quindi velocità maggiori in uscita di curva. In termini tecnici, l’XDS+ è una estensione funzionale del differenziale elettronico.

Il successo della trazione integrale continua
Varianti dotate delle quattro ruote motrici sono disponibili da molto tempo sulla maggior parte dei modelli Volkswagen. Oltre a Passat, Passat Variant e Alltrack, la trazione integrale 4MOTION è presente anche su Golf, Golf Variant e Alltrack, Sharan, Arteon e sulla gamma SUV composta da T-Roc, Tiguan e Touareg (quest’ultima con una configurazione tecnica differente).

 

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